Teatro
DONNE CHE VOGLIONO LA LUNA
Guendalina Middei, insegnante, scrittrice e divulgatrice, autrice dei bestseller «Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera» e «Sopravvivere al lunedì mattina con Lolita» (Feltrinelli editore) ci guida in un viaggio tutto Al FEMMINILE alla scoperta di quelle donne straordinarie che con le loro vite, alle volte sofferte, gioiose, tristi, avventurose, ma sempre profondamente appassionate, hanno cambiato la storia. E continuano a cambiarla tutt’ora.
Chi meglio di Grazia Deledda, nata in un’epoca in cui nascere femmina era una disgrazia, che scriveva di donne che lottano e non si arrendono, che inseguono la luna e con la luna ci parlano davvero, può parlarci della forza, del coraggio, e della tenacia dell’essere donna? Il mistero della vita di Emily Dickinson, che visse un’esistenza così appartata, sembra ricordarci che essere mamma, moglie, compagna non sopporta il verbo «devi» ma è una scelta. E cosa significa trovare la propria voce, in un mondo dominato da una cultura maschilista, come fecero Virginia Woolf, Sibilla Aleramo, Elsa Morante?
Con un modo di raccontare la storia e i classici appassionante e divertente Guendalina Middei mette in scena uno racconto che ripercorre, attraverso le pagine più belle della letteratura e le storie che celano, duecento anni di lotte femminili. Un racconto che ci illumina sul senso, i perché e la dignità di essere donna, per rispondere alle tante domande che attraversano il nostro presente.
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Un giorno nessuno ti dirà: «ma è uscita di notte da sola… e con quella minigonna poi. Se l’è cercata». Un giorno nessuno ti dirà che i sampietrini sono stati creati per far stare zitte le donne: troppo impegnate, con i tacchi, a non inciamparsi e cadere.
Un giorno una donna che ha rispetto per se stessa non sarà più chiamata egoista. Arriverà il giorno in cui la tua dignità non sarà chiamata superbia. Arriverà il giorno in cui le parole «isterica» e «pazza» non saranno più usate per mettere a tacere una donna quando dice una cosa scomoda.
Un giorno si capirà che una donna che dice «no» non è frigida e una donna che dice «sì» non è «una poco di buono.» Che essere moglie, mamma, compagna non sopporta il verbo «devi» ma è una scelta. Come l’amore. E l'amore non bisogna implorarlo e nemmeno pretenderlo. Che i ricatti non hanno nulla a che fare con l’amore. Che lasciare ed essere lasciati non sono cose che dovrebbero far paura.
Arriverà il giorno in cui una donna non dovrà più spogliarsi per attirare l’attenzione, perché si saprà che il suo valore non risiede nell'aspetto ma nella tenacia del cuore. Un giorno non dovrai più servirti del tuo corpo per nascondere la tua intelligenza e della tua intelligenza per nascondere il tuo corpo: perché oggi quando una donna parla, si è più interessati a commentare la taglia del suo reggiseno anziché la forza delle sue parole o l’eloquenza della sua voce.
Un giorno non dovrai più temere il buio, la notte, le ombre. Non ti sentirai dire che il peccato è donna. E se ti rifiuterai di abbassare la testa, nessuno ti dirà che sei aggressiva e che qualche scappellotto da tuo padre te lo saresti meritato, da piccola. Oggi però non è ancora quel giorno: e allora sì come disse qualcuno essere donna è «una sfida che non annoia mai.» E tutte le sfide richiedono pazienza, intelligenza e accortezza. Ma arriverà quel giorno e tu allora saprai di essere finalmente libera.